Natura

I bambini a stretto contatto con la natura

Tra i bambini e la natura vi è un profondo legame con forti potenzialità educative. Lo aveva già compreso Maria Montessori all’inizio del secolo scorso sottolineò l’importanza per i bambini di “vivere la natura”, oltre che studiare e ammirarla.

Peccato che oggi come genitori abbiamo troppa paura e temiamo pioggia, vento, brina, e tanto altro. Quante ansie nascono quando vediamo insetti, e animali in generale. Mi spiace perchè così facendo impediamo di loro di vivere gli incredibili miracoli che ci sono in natura.

Io ero tra le mamme iperprotettive, poi piano piano ho capito che i veri pericoli sono altrove.

I bambini hanno un bisogno profondo e intimo del contatto con la natura che li circonda, per imprimere nel proprio animo il vero senso delle cose, il rispetto e l’armonia per il mondo.

Del resto quale miglior modo se non imparare il rispetto dai cicli e dalle leggi eterne che regolano il mondo? Oppure la pazienza dell’aspettare un seme che cresce? E quanto impariamo dagli animali, pensiamo all’operosità delle formiche e delle api, alla metamorfosi di un bruco alle tenere cure parentali tipiche di molte specie.

Oggi a distanza di anni, e dopo aver studiato la vita di molti animali a tavolino con mio figlio, ho imparato il rispetto per chi è diverso da noi ma vive su questa stessa terra, ma sopratutto ho imparato che da ognuno di essi si può trarre un’importante lezione.

Del resto, oggi scienziati e ingegneri si lasciano istruire, nel vero senso della parola, da piante e animali. Esiste infatti una scienza, chiamata biomimesi, che studia e imita le caratteristiche di vari esseri viventi per realizzare nuovi prodotti e migliorare le prestazioni di articoli esistenti.

Così cerco di nascondere le mie ansie e lascio che i bambini osservino in autonomia e libertà…e quanta fatica nel trattenermi, sopratutto quando accarezzano un cane o un gatto, o quando prendono tra le mani insetti o piccoli animali tutt’altro che carini!

Vivendo in un ambiente cittadino cerchiamo di organizzare il più spesso possibile giornate in natura, e passeggiate quotidiane in parchi tranquilli della città.
Abbiamo imparato a osservare i colori di un bosco in autunno e ascoltare il silenzio di un prato. Ci entusiasmiamo per una coccinella e ci fermiamo a fotografare le tracce di un gruppo di lombrichi che vive in un terreno.

Anche quando passeggiamo in città, ammiriamo stupiti un fiore o un filo d’erba che vince sul cemento o una colonia di formiche che costruisce la sua tana, spostando granellini di asfalto per fare  spazio sotto terra.

Tutto questo spero rimanga nei ricordi della loro infanzia, e li aiuti a essere adulti migliori. Un bagaglio ricco di ricordi pieni di emozioni e sentimento, che portino un giorno a rispettare gli altri e il pianeta sul quale viviamo, ma soprattutto che li aiuti a trovare il proprio posto in questa grande meraviglia che è la terra.

I bambini sono fiori da non mettere nel vaso:
crescono meglio stando fuori con la luce in pieno naso.
Con il sole sulla fronte e i capelli ventilati:
i bambini sono fiori da far crescere nei prati.

Roberto Piumini

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