Museo della Bicicletta a Pesaro
Pesaro non è solo mare, arte e storia: è anche una delle principali città della bicicletta in Italia. E’ una città che vive sulle due ruote, basta pensare che la sua Bicipolitana, una rete di oltre 100 km di piste ciclabili, collega centro, mare e periferie come una vera metropolitana in superficie.
A Pesaro pedalare non è solo un passatempo: è un modo quotidiano di spostarsi, di rispettare l’ambiente e di vivere la città.
In questo contesto, il Museo della Bicicletta diventa molto più di una semplice esposizione di biciclette: racconta la storia delle due ruote, le idee e le invenzioni che hanno cambiato il modo di pedalare, e le persone che hanno creduto nelle proprie capacità, dai grandi campioni alle prime donne del ciclismo. Visitare il museo significa scoprire che la bicicletta a Pesaro non è solo mezzo di trasporto ma ispira a credere nelle proprie passioni.
Passione e bicicletta tra le mura di Palazzo Gradari
La visita al Museo della Bicicletta inizia già con una sorpresa: la sua location. Il museo si trova all’interno di Palazzo Gradari, un palazzo storico costruito alla fine del ’500, pensato come residenza prestigiosa per nobili legati alla corte della famiglia Della Rovere. Le sue sale, i cortili e l’architettura raffinata creano un’atmosfera unica, che rende la visita al museo della Bicicletta un vero viaggio nel tempo.

Il nostro gruppo di bambini, accompagnati dai genitori, entra nel Museo della Bicicletta con occhi curiosi. Non si tratta solo di guardare biciclette appese alle pareti: qui si scopre la storia di come la bici è cambiata negli anni.
I bambini osservano i primi modelli, incredibilmente semplici, e poi quelli più moderni, dove la tecnica e l’ingegno fanno la differenza. Ma la cosa che li affascina di più è capire che molte scoperte e miglioramenti sono nati per passione, nel garage di ragazzini che amavano pedalare, provare, smontare e rimontare. Tentativi, errori, esperimenti: piccoli sogni che hanno cambiato la bici per tutti.

Abbiamo scoperto la storia del giovane Tullio Campagnolo, che da ciclista si trovò spesso di fronte a problemi pratici durante le gare: cambi che si inceppavano, ruote difficili da smontare. E invece di accettare il limite, inventò soluzioni rivoluzionarie. Tra queste, il celebre cambio a sgancio rapido e altri sistemi che ancora oggi migliorano le prestazioni di ogni bicicletta.
Sono qui con i miei figli, guardando le biciclette storiche e i prototipi, sperando che comprendano che le grandi idee spesso nascono da passione e curiosità, anche nel garage di casa, e che una piccola intuizione può diventare qualcosa che cambia il mondo.
Coraggio sulle due ruote: da Bartali alle prime cicliste
Al Museo della Bicicletta non si parla solo di meccanica e gare: ci sono anche le storie delle persone. Una delle più straordinarie è quella di Gino Bartali. Celebrato per le sue imprese in bici, Bartali è ricordato soprattutto per il suo coraggio e il suo cuore: durante la Seconda Guerra Mondiale ha aiutato a salvare centinaia di ebrei, rischiando la propria vita.

I bambini, ascoltando queste vicende, scoprono che il ciclismo può insegnare molto più dello sport. Può parlare di determinazione, altruismo e valori che vanno oltre ogni medaglia. La bici diventa così simbolo di coraggio, altruismo e generosità.
Interessante l’albo illustrato per bambini dedicato a Gino Bartali, indiscusso campione del ciclismo mondiale, che qui in questo libro si dimostra anche un uomo coraggioso e dai saldi principi.
Una delle sale più originali del Museo della Bicicletta è quella dedicata al ciclismo femminile. Lì i bambini possono vedere quanto la bicicletta sia stata anche uno strumento di cambiamento sociale.

Su un lato, foto e oggetti mostrano come le donne pedalavano un tempo, vestite e ingombranti, con gonne lunghe e cappelli: andare in bici era quasi un’impresa. Poi ci sono le prime piloti donne, come Alfonsina Strada, che per correre dovevano travestirsi da uomini, sfidando regole, pregiudizi e stereotipi.
È la storia di coraggio, determinazione e passione che ha aperto la strada a tutte le cicliste successive. In questa sala si capisce che la bici può essere anche un simbolo di libertà e di lotta per l’uguaglianza.
Visitare il Museo della Bicicletta è stata un’esperienza originale e emozionante. Non è solo una collezione di biciclette, ma un viaggio tra storia, passione e coraggio, che arricchisce grandi e bambini. Uscendo dal museo, restano storie da ricordare, esempi da seguire e la voglia di credere nelle proprie capacità.
Ringrazio il sig. Giancarlo De Simone per averci accompagnato come guida nelle sale del Museo! Per maggiori informazioni sulle visite guidate al museo della Bicicletta e ai musei di Pesaro, questo è il sito di riferimento www.pesaromusei.it









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