Fare la vendemmia con i bambini
L’autunno è la stagione della vendemmia, un rituale antico come l’uomo che si ripete ancora oggi con grande cura e attenzione: una giornata tra le viti per raccogliere l’uva e iniziare il lungo processo che porterà un delizioso vino sulle nostre tavole.
Quando ero bambina, il giorno della vendemmia era un giorno di festa, insieme si andava nel vigneto a raccogliere i grappoli d’uva mentre si raccontavano aneddoti, barzellette e curiosità. Un lavoro cui tutti prendevano parte, bambini, genitori e nonni e ognuno aveva il suo compito.
Poi insieme si pranzava con un ricco banchetto e si trascorreva il pomeriggio in famiglia!

La vendemmia era un momento di festa e adoro riproporre a distanza di anni, quel clima gioioso ai miei bambini.
Cosa c’è dietro una bottiglia di vino?
Premetto che non è sempre facile riuscire a trovare fattorie che organizzano la vendemmia con la pigiatura dell’uva con i piedi, però nel corso degli anni ho incontrato molte persone pronte a mettersi in gioco e il risultato è sempre stato dei migliori.
Quest’anno abbiamo organizzato la nostra tradizionale vendemmia da Valentina della fattoria didattica a Pesaro “Come l’orto della nonna”.

Una giornata di sole, tanti bambini con genitori e nonni al seguito, hanno invaso il vigneto della nostra amica Valentina. Tutti in men che non si dica si sono messi al lavoro, e insieme abbiamo raccolto i grappoli color miele, assaggiandone di tanto in tanto i gustosi acini.
Nonni e papà spiegavano ai piccoli come tagliare l’uva senza fare danno né alle proprie mani, né alla vite e mi ha fatto sorridere vedere mio padre, spiegare ai miei figli come tranciare i grappoli, esattamente come tanti anni fa lo spiegava a me!

Dall’uva al vino: pigiatura con i piedi
Dopo la raccolta ora la parte più divertente: finalmente si pigia l’uva con i piedi come tanto tempo fa; laviamo l’uva e la sistemiamo in un grande tino, poi tutti a lavarsi i piedi! I bambini sono i più veloci e si dispongono in fila per poter entrare nel grande contenitore di legno e poter schiacciare gli acini sotto i propri piedi.
I genitori vorrebbero provare ma sono timidi, finché ecco il primo coraggioso, dopo di lui siamo entrati tutti, anche io!
Papà e mamme entrano nel tino a turno tra un bambino e l’altro, quando ci ricapita di poter vivere un’esperienza sensoriale di questo genere. Ho pigiato anche io l’uva e la sensazione è davvero strana, tutti dovremmo provare perché in fondo è divertente, originale e bellissimo da fare insieme: i bambini ridono, i genitori scherzano e nel sottofondo la musica di Celentano mentre pigia l’uva nel famoso film Il Bisbetico domato.

Siamo in tanti e dopo poco l’uva è pronta per il processo successivo, ora per fortuna il lavoro passa nelle mani esperte della Valentina e della sua famiglia per poter effettuare la pressatura.

La pigiatura è la prima fase della vinificazione ed è lo schiacciamento soffice dell’acino per poterne estrarre parte del liquido. La seconda fare è la pressatura che serve per estrarre il mosto presente nel tino pigiato, così l’uva viene separata e ne viene estratta in via definitiva solo la parte liquida, molto zuccherina.

Dopo la pressatura e un piccolo assaggio, lasciamo che il mosto riposi e fermenti, ha così inizio il processo che trasformerà gli zuccheri presenti in alcool etilico, anidrite carbonica e altri prodotti secondari.
Non c’è vendemmia senza festa, quindi restiamo tutti qui a casa della Valentina a goderci un ricco banchetto, giochi e risate rigorosamente all’aria aperta baciati da un caldo sole d’autunno.

Questo ci sembra il modo migliore per introdurre la U di Uva dare inizio alle nostre attività didattiche autunnali, non siete d’accordo?
Spiegare ai bambini come l'uva diventa vino
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