La miniera di Cabernardi a Sassoferrato
Le Marche sono fatte di colline, borghi e mare. Ma non tutti sanno che, fino a pochi decenni fa, qui si scendeva anche sottoterra!
A Cabernardi, nel cuore dell’entroterra marchigiano, esisteva una delle miniere di zolfo più importanti d’Italia e d’Europa. Un luogo che oggi può sembrare lontano nel tempo, ma che in realtà appartiene a un’epoca relativamente vicina, eppure profondamente diversa da quella che viviamo.

La miniera ha segnato la vita di tutto il territorio, ha dato lavoro, ha cambiato il paesaggio e l’economia di questa parte delle Marche. Oggi quel mondo non c’è più, ma le sue tracce sono ancora visibili e raccontano storie di fatica, di legami forti e di un territorio che si è costruito anche grazie a chi lavorava sottoterra.
Visitare la Miniera di Cabernardi non significa solo vedere un luogo storico, ma capire meglio le Marche, il loro carattere e la loro memoria. In questo articolo ti raccontiamo perché vale la pena andarci.
Una miniera nelle Marche a Cabernardi
La Miniera di Cabernardi si trova nel territorio di Sassoferrato, nell’entroterra della provincia di Ancona. Per molti anni è stata una delle realtà minerarie più importanti d’Europa, inserita in un vasto bacino solfifero che si estendeva per chilometri sotto le colline marchigiane.
Le gallerie scendevano fino a circa 800 metri di profondità e intorno alla miniera è cresciuto un intero borgo, fatto di case, servizi e famiglie legate a quel lavoro. Cabernardi e Sassoferrato erano strettamente connesse: la miniera non era solo un luogo di estrazione, ma il centro della vita economica e sociale di tutta la zona.

Oggi è possibile partecipare a visite guidate che permettono di conoscere il territorio e la vita quotidiana ai tempi della miniera. Non solo: si possono visitare anche alcune aree superficiali del complesso minerario, entrando negli spazi dove si lavorava davvero. Camminare in questi luoghi aiuta a capire meglio cosa significava scendere ogni giorno sottoterra e quanto questo posto abbia segnato la vita delle persone.

È una visita utile anche per i bambini, perché aiuta a capire come un territorio cambia nel tempo, come evolve l’economia e quanto tutto sia collegato. Per me è stato interessante ascoltare le storie di chi scendeva in miniera ogni giorno, i sacrifici, la fatica. C’erano persone che andavano e tornavano dal lavoro a piedi, anche 20 chilometri all’andata e 20 al ritorno. Racconti semplici, ma che fanno riflettere e restano impressi.

Visite guidate alla miniera di Cabernardi
Da non perdere anche tutto il circuito intorno alla miniera: il villaggio di case dei minatori, conosciuto come Canterino che racconta la vita quotidiana delle famiglie. Interessanti anche i percorsi nella natura dedicati alla storia dello zolfo. Camminare lungo questi sentieri aiuta a capire meglio il legame tra lavoro, paesaggio e comunità, e rende la visita ancora più completa e concreta.

Per noi è stato interessante integrare il percorso con il video Pane e zolfo del 1956 e con un libro di Gianni Rodari ” I sepolti vivi“. Sia il video che il libro ci hanno aiutano a entrare ancora di più nella vita dei minatori e a dare senso alle storie ascoltate durante la visita.
Il circuito è ricco e vario, e vale davvero la pena seguirlo passo dopo passo. Consiglio anche di seguire la pagina Instagram dedicata, utile per restare aggiornati su visite ed eventi.









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