come vedono la guerra i bambini
Libri,  Pace e Guerra

La guerra con occhi di un bambino

Le guerre hanno accompagnato l’uomo sin dagli albori della storia e, nonostante il benessere e il progresso tecnologico le guerre continuano ad esistere oggi, più sanguinose e distruttive che mai. Bisogna tenere i bambini all’oscuro? Fare del tutto per circondarli di affetto tenendoli al riparo dal male? Ciechi, sordi ma felici?

Ogni famiglia vuole il meglio per i propri figli, però oggi più che mai è importante spiegare ai nostri bambini cos’è la guerra, per non lasciarli da soli ad elaborare un concetto così complesso. In famiglia i più piccoli devono sentirsi liberi di parlare con noi genitori e, oltre ad ascoltarli attentamente, è importante che li aiutiamo a identificare i comportamenti sbagliati della società intorno a noi.

I libri anche in questo caso ci aiutano a trattare l’argomento, sono degli utili “apripista” per intavolare una conversazione su un argomento che ci sta a cuore o per poter far esprimere i più piccoli. Oggi vi parlo di due libri che parlano della guerra vista dai bambini!

La valigia di Angelo Ruta

La valigia edito da Chartusia Edizioni e illustrato da Angelo Ruta, è un libro che raggiunge il cuore senza una sola parola, ma con la forza delle immagini.

recensione la valigia di angelo ruta

Ho scelto questo Silent Book per parlare della guerra a mio figlio Gabriele di 5 anni, e insieme l’abbiamo sfogliato mentre eravamo abbracciati sul lettone.

Le immagini non hanno bisogno di parole, il bambino sfogliava le varie pagine e io osservavo il suo volto. Ha capito subito la complessità e la forza della storia stampata e dopo aver concluso, mi ha detto in tono sommesso “mamma, è una storia triste”

Il protagonista del libro è un bambino che affronta da solo la brutalità della guerra. Il libro racconta le difficoltà, la sofferenza e la vita difficile di un bambino che, deve affrontare la vita in un paese dilaniato dalla guerra. L’amore per la sua famiglia lo aiuteranno a trovare la forza per superare le barbarie che succedono intorno a lui.

Una storia forte, che viene esaltata dal silenzio della pagina stampata. Un libro impegnativo ma come tutti i silent book, può essere letto rispettando i sentimenti del bambino di fianco a noi.

Una nota, questo libro è stato finalista al Silent Book Contest 2018  il concorso internazionale dedicato ai libri senza parole.

Tre in tutto di Davide Calì

Mi piacciono i libri di Davide Calì, e mi piace molto Il nemico di cui ho parlato in passato. L’autore affronta di nuovo l’argomento della guerra parlando di uno spaccato importante della storia italiana del dopoguerra.

recensione tre in tutto di davide cali

Tre in tutto, edito da Orecchio Acerbo racconta una storia quasi sconosciuta, parla dei “treni della felicità” che tra il 1945 e il 1952 trasportarono oltre 70.000 bambini dal Sud martoriato dalla Guerra, presso le famiglie del Nord Italia che si erano rese disponibili ad aiutarli.

“La guerra era finita. Le guerre sono tutte brutte, ma quella, dicevano i grandi, era stata più brutta delle altre. Noi eravamo bambini e avevamo visto solo quella. Più che vederla, l’avevamo sentita.”

Una storia di umanità, di profonda generosità raccontate attraverso le parole di due bambini. Un treno li porta via dal sud perché la madre, rimasta vedova non riesce a dargli da mangiare. Al Nord, tutto è diverso, le persone sono gentili e generose, finalmente possono mangiare il pane, la pasta e finanche la cioccolata!

La stragrande maggioranza di quei bambini, dopo qualche anno è tornata alle origini per abbracciare le proprie famiglie, anche se poi continuarono ad avere rapporti con le famiglie che li ospitarono. Il protagonista del libro per tutta la sua vita, ricorderà le due “mamme” che aiutarono lui e suo fratello in un momento difficile. Tre in tutto.

Un racconto adatto per bambini dai 8 anni in poi e interessante soprattutto per le mille sfaccettature di una storia, che coinvolse proprio i più piccoli e li segnò per tutta la vita.

Un libro da leggere ricordando che ancora oggi, 1 bambino su 5 vive in un’area colpita da conflitti.

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