Libri,  Pace e Guerra

3 libri per bambini sul Giorno della Memoria

Il 27 gennaio in tutto il mondo viene celebrato il Giorno della Memoria, una ricorrenza che ricorda le vittime dell’Olocausto, un’ottima occasione per parlare con i bambini anche di guerra, discriminazione e indifferenza.
E’ difficile parlarne, ma dobbiamo farlo, perchè queste i genocidi succedono anche oggi sotto gli occhi e l’indifferenza di tutti.

Ho scelto tre libri che parlano dell’Olocausto, albi illustrati che trattano l’argomento con sensibilità e rispetto per il mondo dell’infanzia.

La storia di Erika

La storia di Erika di Ruth Vender Zee e Roberto Innocenti è il racconto struggente di una madre e della sua bambina, strappata con forza all’Olocausto.

Il libro narra di una bambina che viaggia con i suoi genitori su un treno verso il campo di concentramento di Mathausen. I genitori capiscono che quel viaggio è senza ritorno e decidono di salvare la loro bambina, e così durante il tragitto la lanciano fuori dal treno.
La bambina è stata ritrovata da una famiglia in una piccola città, e la accolgono e la crescono con amore. Da allora la bambina si chiamerà Erika, ha un nuovo nome e una nuova vita, si sposa e ha figli e nipotini.

Oggi Erika parla ai turisti delle sue origini, racconta la storia di una bambina che “nel suo viaggio verso la morte, è stata scaraventata dentro la vita”

Un racconto molto struggente, adatto a bambini più grandi, che possano comprendere la sofferta decisione di una madre!

Ma c’è sempre l’arcobaleno

Un libro per bambini dai 6 anni poi è “Ma c’e sempre l’arcobaleno” di Anna bacellieri e chiara gobbo.

Un libro molto toccante che esprime attraverso i colori gli orrori della guerra.
“Il campo non è un posto per bambini” eppure i bambini ci sono, e nonostante intorno a loro sia tutto grigio, “grigia è la fame, la sete la tortura”, continuano a sognare un mondo diverso.


“Aspetto che venga l’arcobaleno, perchè mi ricorda, che oltre il filo spinato, c’è ancora la vita”.

Un libro che parla di come la cattiveria umana non risparmia nessuno, neanche i bambini. Furono proprio i più piccoli a essere più esposti alle violenze dell’Olocausto, e oltre un milione e mezzo persero la vita.
Non ho avuto il coraggio di dirlo a mio figlio, a dir la verità non riesco ancora a dirgli molte cose atroci che l’uomo ha fatto nei confronti dei suoi simili e dei loro piccoli.

La città che sussurrò

Il New York Times ha definito il libro La città che sussurrò di J. Elvgren “tra miglior libri per bambini sulla Shoà mai scritti”

Lo stesso libro ha vinto il premio Andersen 2015 come miglior libro per la fascia d’età 6/9 anni. 

Le premesse sono ottime per un libro che tratta un argomento davvero difficile, una storia vera e incredibile che ha un lieto fine e lascia nei cuori dei giovani lettori un barlume di speranza.

I protagonisti della storia sono gli abitanti di un paese danese, Gilleleje che guidati da una bambina di nome Annet, hanno salvato i loro ebrei dai nazisti.
Nel libro gli abitanti di un intero villaggio, hanno nascosto nelle case di privati cittadini, nei magazzini, nei fienili e negli alberghi gli ebrei danesi. Li hanno aiutati ad attraversare il canale verso la neutrale Svezia, guidandoli in una notte buia con i sussurri di tutti gli abitanti del villaggio.
Un intero villaggio, prende posizione e anche se rischia la propria vita decide di agire per salvare  uomini donne e bambini.

L’indifferenza cede il posto al coraggio di agire.

Un racconto emozionante e coinvolgente come pochi! Nell’ ultima pagina ricorda che in a  Gilleleje furono salvati 1700 ebrei.

Mi piace questo libro che propone un’alternativa positiva: c’è chi ha detto no, e ha scelto di difendere a qualunque costo la vita!

 

          

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